Il 4 giugno 1999 a Novara cinque brigatisti detenuti nel supercarcere, definiti ‘irriducibili’, spediscono a un quotidiano un comunicato firmato Brigate rosse, che viene intercettato e consegnato alla magistratura, in cui si rivendica “la valenza politica dell’attacco all’organizzazione”. Solidarietà viene espressa da parte di altri brigatisti detenuti a Trani (Barletta). Perquisizioni vengono effettuate in diverse carceri italiane.