Il 21 dicembre 1917 nasce a Mosca (Russia) il ballerino e coreografo Andre Eglevsky, si forma in Francia ed esordisce giovanissimo con i Ballets russes de Monte-Carlo; negli Usa dal 1937 offre, come primo ballerino del New York city ballet, le sue migliori interpretazioni in balletti spesso ideati espressamente per lui da Balanchine (Sylvie, Pas de deux, Capriccio brillante, ecc.). Eglevsky muore il 4 dicembre 1977 a Elmira (New York, Usa).
Il 21 dicembre 1907 muore a Berlino (Germania) il dermatologo Oskar Lassar, inventore della pasta omonima. Lassar nasce l’11 gennaio 1849 ad Amburgo (Germania) e la pasta che porta il suo nome ha azione astringente e antisettica, costituita da una miscela di acido salicilico, ossido di zinco e vaselina, adoperata per uso topico nella cura di varie malattie della pelle.
Il 30 novembre 2007 muore ad Avellino per le conseguenze del morbo di Lou Gehrig, o Sla (sclerosi laterale amiotrofica), Adriano Lombardi, presidente onorario dell’Avellino e capitano della squadra irpina alla sua storica promozione in serie A nel 1978. Lombardi nasce il 7 agosto 1945 a Ponsacco (Pisa) il centrocampista gioca ad Avellino dal 1976 al 1979 e in precedenza, fra l’altro, anche a Como, Lecco e Perugia.
Il 30 novembre 1997 allo Scandinavium di Göteborg1 (Svezia) i tennisti svedesi vincono la 86^ edizione della Coppa Davis travolgendo gli Usa 5-0. Gli artefici del trionfo svedese sono Jonas Björkman, che fa tre punti vincendo anche il doppio con Nicklas Kulti, e Magnus Larsson. Per gli svedesi è il sesto successo dopo quelli del 1975, 1984, 1985, 1987 e 1994.
Il 30 novembre 1957 muore a Roma il celebre tenore Beniamino Gigli, il più popolare dopo Enrico Caruso. Gigli nasce il 20 marzo 1890 a Recanati (Macerata) ed esordisce a Rovigo nel 1914. Dal 1920 al 1932 canta al Metropolitan di New York (New York, Usa), poi prevalentemente in Europa, concludendo la sua carriera, eccezionalmente lunga, nel 1955. Eccelle nel repertorio lirico (Lucia di Lammermoor di Donizetti, Bohème e Butterfly di Puccini e Manon di Massenet) ed è ammirato anche in quello drammatico (emergendo in opere come Tosca di Puccini, Andrea Chénier di Giordano, La forza del destino di Verdi). Nella sua carriera interpreta molti film ed incide moltissimi dischi con il marchio famoso “La Voce del Padrone”.
Il 30 novembre 1947 nasce a Chicago (Illinois, Usa) il drammaturgo, sceneggiatore e regista David Mamet. I suoi primi drammi, “Sexuality perversity in Chicago” (la versione cinematografica, “A proposito della notte scorsa” di Edward Zwick, esce nel 1986) e “Duck Variations”, lo connotano subito come autore di spicco del nuovo realismo statunitense. Nel 1984 riceve il premio Pulitzer per l’inquietante “Glengarry Glen Ross” (1983) dal quale trae la sceneggiatura per un film del 1992, “Americani”, diretto da James Foley e interpretato da Jack Lemmon e Al Pacino. Come sceneggiatore firma anche “The Untouchables” (1987), diretto da Brian De Palma e interpretato da Kevin Costner, Sean Connery e Robert De Niro. Come regista ha realizzato “La casa dei giochi” (1988), “Il caso Winslow” (1999), “Hollywood, Vermont” (2000).
Il 30 novembre 1947 muore a Hollywood (California, Usa) il regista Ernst Lubitsch, uno dei padri della commedia. Lubitsch nasce il 28 gennaio 1892 a Berlino (Germania), debutta come regista nel 1914, adottando i generi più vari, come dimostrano i suoi primi film, da “La bambola di carne” (1919) a “La principessa delle ostriche” (1919), da “Madame Dubarry” (1919) ad “Anna Bolena” (1920). Invitato negli Stati Uniti diventa uno dei più celebri registi di Hollywood e viene naturalizzato americano. Tra i suoi film sono da ricordare “Ninotchka” (1939) con Greta Garbo e Bela Lugosi e “Il cielo può attendere” (1943).
Il 30 novembre 1937 nasce a South Shields (Inghilterra) il regista Ridley Scott. All’inizio degli anni sessanta comincia a lavorare come scenografo alla British Broadcasting Company e in seguito dirige alcuni show della Bbc, come il serial poliziesco ‘Z Cars’. Nel 1977 il debutto come regista cinematografico con il film “I duellanti”, interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel, che vince il premio per la migliore opera prima al festival di Cannes. Fantascientifico e di grande successo il film successivo, Alien (1979). Con “Blade Runner” (1982), liberamente tratto dal romanzo di Philip K. Dick “Il cacciatore di Androidi”, siamo sempre nel filone fantascientifico, caratterizzato da una tenebrosa visione del futuro. Del 1991 è “Thelma & Louise”, che gli frutta uno straordinario successo commerciale e sei nomination dell’Academy Award. Nel 2000 un altro grande successo, “Il gladiatore”, interpretato da Russell Crowe, e l’anno successivo “Hannibal”, con Anthony Hopkins e Julianne Moore.
Il 30 novembre 1887 nasce a Rotella (Ascoli Piceno) Francesco Angelini, pioniere dell’industria farmaceutica. Di umili origini, si laurea a soli 22 anni in Farmacia a Camerino (Macerata). Dopo la guerra, trasferitosi ad Ancona, realizza il sogno di fondare un’azienda farmaceutica: alla periferia della città, nel quartiere della Palombella, nasce il 20 dicembre 1919 un piccolo laboratorio farmaceutico, “la società per la produzione e il commercio di prodotti chimici e affini” embrione di quello che sarebbe divenuto uno dei colossi dell’industria farmaceutica italiana. Nel novembre 1949 è nominato sindaco di Ancona: è il sindaco della ricostruzione. Nel frattempo la sua azienda, l’Acraf (Aziende chimiche riunite Angelini Francesco) si ingrandisce e si sviluppa diventando uno dei poli di ricerca della farmaceutica italiana: sua la Tachipirina, la risposta italiana all’Aspirina. Angelini muore il 12 luglio 1964 ad Ancona.
Il 30 novembre 1817 nasce a Garding (Germania) lo storico Theodor Mommsen, nel 1902 gli è conferito il premio Nobel per la letteratura. Professore ordinario di diritto romano all’Università di Zurigo (Svizzera) a partire dal 1852, nel 1854 ha lo stesso incarico all’Università di Breslavia (Germania) e nel 1858 gli è affidata la cattedra di storia antica all’Università di Berlino (Germania) Qui si dedica per molti anni alla stesura del monumentale “Corpus inscriptionum latinarum”, una raccolta sistematica delle iscrizioni latine in 16 volumi. Mommsen raggiunge la notorietà grazie a una serie di opere storiche ed epigrafiche di vasta portata e grande erudizione. È soprattutto a lui che si devono i fondamenti della moderna epigrafia latina. La sua opera più ponderosa, la “Storia di Roma” (1854-1856), è considerata una delle più grandi opere storiche mai scritte. Mommsen muore l’1 novembre 1903 a Berlino.