90 anni fa muore lo scienziato Alessandro Artom, inventa il radiogoniometro

Il 10 maggio 1927 muore a Roma lo scienziato Alessandro Artom. I suoi studi di maggiore importanza, riguardanti la direzionalità nella trasmissione e ricezione delle onde radio, indirizzarono le ricerche che portano alla successiva realizzazione dei radiogoniometri. La sua scoperta è fondamentale per la navigazione: il radiogoniometro infatti permetteva alle navi di individuare la propria posizione nei casi di nebbia. Durante la prima guerra mondiale è utilizzato sia dall’Italia sia dagli Stati alleati. In segno di riconoscenza il re conferisce ad Artom il titolo di Barone. Artom nasce il 6 maggio 1867 a Asti, è assistente di Galileo Ferraris al Politecnico di Torino, dove fonda il primo Istituto superiore di comunicazioni elettriche.

100 anni fa nasce il politico Oddo Biasini, Segretario del Partito repubblicano italiano

Il 10 maggio 1917 nasce a Cesena il politico Oddo Biasini, Segretario del Partito repubblicano italiano dal 1975 al 1979. Partecipa alla Resistenza in Romagna e diventa segretario del Comitato di liberazione nazionale (Cln) della sua città. Dal 1968 è deputato al Parlamento per il Partito repubblicano. Succede a Ugo La Malfa nella carica di segretario del partito, assunta poi nel 1979 da Giovanni Spadolini, e dal 1976 al 1980 è presidente del suo gruppo parlamentare. È ministro dei Beni culturali nel 1980-81. Biasini muore l’8 luglio 2009 a Cesena.

290 anni fa nasce l’economista Anne Robert Jacques Turgot, influenzato dai fisiocratici

Il 10 maggio 1727 nasce a Parigi (Francia) l’economista e filosofo Anne Robert Jacques Turgot: amministratore generale dal 1761 al 1764 del distretto di Limoges (Francia), nel 1774 è nominato ministro della marina e poco dopo ministro delle Finanze e del Commercio. Influenzato dalle teorie dei fisiocratici (chi segue la dottrina economica che si afferma in Francia verso la metà del XVIII secolo, principalmente nel triennio 1756 – 1758, in chiara opposizione al mercantilismo e con lo scopo di risollevare le sorti delle scarse finanze francesi), nella sua opera fondamentale, “Riflessioni sulla formazione e la distribuzione delle ricchezze” (1766), Turgot presenta una teoria del capitale e delle relazioni intercorrenti fra la sua accumulazione e il risparmio, l’interesse e l’investimento, che anticipa molti sviluppi teorici del secolo successivo. Turgot muore il 18 marzo 1781 a Parigi.

320 anni fa nasce il compositore e violinista Jean Marie Leclair, muore pugnalato

Il 10 maggio 1697 nasce a Lione (Francia) il violinista e compositore Jean Marie Leclair, considerato il fondatore della scuola violinistica classica francese. Formatosi alla scuola torinese di Giovanni Battista Somis, attivo a Torino come ballerino, percorre una brillante carriera di concertista. E’ al servizio della cappella di Luigi XV: a Parigi (Francia) ottiene una fama eccezionale come concertista di violino; scrive numerose composizioni per violino, conciliando l’aspetto virtuosistico con dei buoni contenuti musicali. Leclair muore per una pugnalata il 22 ottobre 1764 a Parigi .

510 anni fa Amerigo Vespucci parte per il suo primo viaggio verso il Nuovo Mondo

Il 10 maggio 1497 da Cadice (Spagna) parte la spedizione voluta dal re Ferdinando II di Aragona, desideroso di scoprire la distanza tra l’isola di Hispaniola e la terraferma, in maniera tale da poter contare su una visione più precisa e ampia delle terre appena scoperte. A bordo l’esploratore e cartografo italiano Amerigo Vespucci, in compagnia di Juan de la Cosa (celebre cartografo e pilota cantabrico), sotto il comando di Juan Diaz de Solis. Vespucci, navigatore e profondo studioso dei mari, durante i suoi viaggi esplora gran parte delle coste orientali del Sud America e è tra i primi sostenitori dell’idea che Cristoforo Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta occidentale per raggiungere l’Estremo Oriente per mare.

20 anni fa,Università: ferita a morte la studentessa Marta Russo

Il 9 maggio 1997 a Roma una studentessa di giurisprudenza, Marta Russo, è colpita da un colpo di pistola mentre si trova in un vialetto di uno dei cortili dell’Università La Sapienza di Roma. La ragazza, immediatamente trasportata al vicino Policlinico Umberto I, muore il 13 maggio. Le indagini si orientano subito sul personale dell’Università, perché la perizia balistica dimostra che il colpo è partito dalla finestra dell’edificio della segreteria. Il 12 giugno sarà arrestato il professor Bruno Romano, direttore dell’Istituto di Filosofia del diritto della facoltà di Giurisprudenza, con l’accusa di aver fatto pressioni sui testimoni affinché non rivelassero informazioni utili alle indagini. Poi, a seguito degli interrogatori a Maria Chiara Lipari e Gabriella Alletto, la segretaria dell’edificio che si rivelerà una testimone chiave, le indagini si concentreranno intorno agli assistenti universitari Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Il 15 giugno la svolta: i carabinieri arrestano Scattone e Ferraro e l’usciere Francesco Liparota, con l’accusa di omicidio e concorso in omicidio. Inizia un caso giudiziario complesso che termina, il 15 dicembre 2003, con la condanna in via definitiva dei due assistenti, che succesivamente furoo assolti. Nel maggio 2011 la XIII Sezione del Tribunale Civile di Roma, presieduta dal giudice Roberto Parziale, condanna Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro al risarcimento di un milione di euro (più di 900.000 per Scattone e circa 20.000 per Ferraro) ai familiari di Marta Russo – i genitori, Donato e Aureliana, e la sorella Tiziana – e al pagamento delle spese giudiziarie e detentive, stabilendo inoltre che La Sapienza non può essere ritenuta responsabile della morte della ragazza. Il solo Ferrar oè condannato a versare all’università 28 mila euro come risarcimento dei danni di immagine. In tale occasione, Scattone chiede pubblicamente a Gabriella Alletto di ritrattare la testimonianza, vista la prescrizione di un’eventuale calunnia. Nell’aprile 2013 la Corte di Cassazione confermò il risarcimento delle spese del giudizio e della detenzione carceraria per € 300.468 a carico di Ferraro e a favore dello Stato italiano, motivando la sentenza con le circostanze che «il soggetto non si trova in stato di indigenza» e che «l’adempimento non comporta uno squilibrio del suo bilancio tale da precludere il suo recupero e il reinserimento sociale»

20 anni fa, Savoia: disegno di legge del governo per porre fine all’esilio

Il 9 maggio 1997 a Roma il Consiglio dei ministri approva il disegno di legge sui Savoia, che prevede la fine dell’esilio per gli eredi maschi della dinastia, che rimarrebbero comunque privi dei diritti politici. A dicembre del 1997 la Camera lo approverà in prima lettura, ma la legge si bloccherà al Senato. Si dovrà attendere l’11 luglio 2002 per il sì definitivo della Camera, che cancellerà anche le limitazioni dei diritti politici. Il rientro in Italia dei discendenti maschi dei Savoia è vietato dalla XIII Disposizione transitoria della Costituzione: «I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive. La Costituzione della Repubblica italiana vietava agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale.

20 anni fa muore il regista italiano Marco Ferreri, sua “La grande abbuffata”

Il 9 maggio 1997 muore a Parigi (Francia) per un attacco cardiaco il regista Marco Ferreri, il suo ultimo film è “Nitrato d’argento” (1996). Ferreri nasce l’11 maggio 1928 a Milano e inizia a lavorare in coppia con lo sceneggiatore Raul Azcona, che lo accompagnerà in quasi tutto il suo lavoro, girando alcune pellicole dall’humor nero e grottesco come “El pisito” (1958) ed “El cochecito” (1960) girate in Spagna. Tornato in Italia, partecipa al progetto di Zavattini “Le donne e l’amore” (1961), per poi dirigere una serie di film estremamente personali e riusciti, tra cui “Una storia moderna: l’ape regina” (1963), “La donna scimmia” (1964), “Marcia nuziale” (1965), “Dillinger è morto” (1969), “La cagna” (1972), “La grande abbuffata” (1973), “Non toccate la donna bianca” (1974), “Ciao maschio” (1978), “Chiedo asilo” (1979). Con “La casa del sorriso” (1990) vince l’Orso d’oro a Berlino (Germania).

20 anni fa i Serenissimi assaltano il campanile di San Marco

Il 9 maggio 1997 a Venezia otto componenti del gruppo secessionista “Serenissima repubblica veneta” si impadroniscono del campanile di San Marco e alzano la bandiera col leone alato. Il gruppo sequestra, armi alla mano, la motonave in servizio dall’isola di Tronchetto al Lido e sbarca all’una di notte in piazza San Marco con un finto blindato e un camper. I militanti del movimento separatista intendono resistere in cima al campanile sino al 12 maggio, 200° anniversario della soppressione della Repubblica veneta decisa da Napoleone. Invece, fallite le trattative, poche ore dopo i carabinieri entrano in azione e arrestano i terroristi. La bandiera della “Serenissima” viene ammainata, la piazza riaperta. Gli otto uomini, che si dichiarano prigionieri politici, rischiano l’ergastolo. I reati commessi sono associazione sovversiva, banda armata, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi. Sconteranno condanne fino ad un massimo di sei anni. Giuseppe Segato, considerato l’ideologo del gruppo, muore il 26 marzo 2006 a Borgoricco (Padova).

40 anni fa muore lo scrittore James Jones, autore del romanzo “Da qui all’eternità”

Il 9 maggio 1977 muore a Southampton (New York, Usa) lo scrittore James Jones, conosciuto soprattutto come autore di fiction ambientate nella seconda guerra mondiale. Jones nasce il 6 novembre 1921 a Robinson (Illinois, Usa), entra diciottenne nell’esercito, dove rimane cinque anni. Il suo primo romanzo, “Da qui all’eternità” (1951), dal quale nel 1953 è tratto un famoso film diretto da Fred Zinnemann, esprime nei toni duri del realismo americano la brutalità e la sopraffazione che si consumano ai danni degli individui. L’opera, che si prefiggedi avviare una trilogia sulla seconda guerra mondiale, è seguita da “La sottile linea rossa” (1962; ne sono tratti due film: uno nel 1964, di Andrew Marton, e uno nel 1998, di Terrence Malick) e da “Whistle” (1978), rimasto incompiuto.