Il 19 marzo 1687 muore presso il fiume Brazos (Texas) l’esploratore René-Robert Cavelier La Salle, ucciso da alcuni membri della sua spedizione ammutinati. Cavalier La Salle nasce il 22 novembre 1643 a Rouen (Francia), nel 1666 emigra in Canada e nel 1669 rileva il corso del fiume Ohio; scopre nel 1678 le cascate del Niagara ed è il primo uomo bianco a percorrere , tra il 1681 e il 1682 il fiume Mississippi, prendendo possesso del bacino imbrifero di quel grande fiume in nome del re di Francia, Luigi XIV, in onore del quale chiama la vastissima regione Louisiana.
Il 18 marzo 2007 viene arrestato a Rio de Janeiro (Brasile, in un albergo di Copacabana, Cesare Battisti, che verrà detenuto Battisti in carcere a Brasilia (Brasile) fino al 9 giugno 2011. L’ex leader dei “Proletari armati per il comunismo” è arrestato a Parigi (Francia) nel 2004 su richiesta del ministero della Giustizia italiano, perché condannato definitivamente due volte all’ergastolo e perchè imputato di altri due omicidi. Battisti però è scarcerato con obbligo di firma, in attesa che si compia l’iter dell’estradizione richiesta dal nostro governo. Così Battisti fugge in Brasile. Battisti nasce il 18 dicembre 1954 a Cisterna di Latina (Latina) e come membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo, è condannato in contumacia all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso con altri, secondo la legislazione d’emergenza degli anni di piombo, oltre che per vari reati legati alla lotta armata e al terrorismo. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annuncia il rifiuto dell’estradizione in Italia, concedendo il diritto d’asilo. Della questione è investita la Corte costituzionale brasiliana su sollecito della nuova presidente del Brasile, Dilma Rousseff, che l’8 giugno 2011 nega definitivamente l’estradizione, pur revocando lo status di rifugiato, con la motivazione che avrebbe potuto subire “persecuzioni a cause delle sue idee”. Battisti è quindi scarcerato, e rimane in libertà fino al 12 marzo 2015, giorno in cui viene nuovamente arrestato dalle autorità brasiliane in seguito all’annullamento del permesso di soggiorno, ma rilasciato quasi subito.
Il 18 marzo 2007 a Perugia, la Colussi Perugia di Massimo Barbolini si aggiudica la seconda Coppa Cev della sua storia (la prima è del 2005) superando con un nettissimo 3-0 la formazione russa dello Zarechie Odintsovo.
Il 18 marzo 1997 il Banco Ambrosiano Veneto, la prima grande banca italiana ad implementare un servizio di Internet banking dispositivo, oltre che informativo, lancia “Risponde il Banco – Home banking”. Il servizio, inizialmente disponibile solo per i clienti privati, è poi esteso anche ai clienti business. Al servizio si accede dalla home page del Banco oppure digitando direttamente l’URL http://hb.ambro.it. Le funzionalità implementate sono servizi informativi, dispositivi e di prenotazione. I primi permettono di accedere alle seguenti informazioni: saldo del conto corrente; ultimi movimenti effettuati; situazione del portafoglio titoli; risparmio gestito; finanziamenti.
Il 18 marzo 1977 esce in Inghilterra il primo singolo dei “Clash”, “White Riot”, che prende spunto dalla repressione operata dalla polizia nei confronti della comunità giamaicana durante il carnevale di Notting Hill (Londra, Inghilterra). I “Clash” adorano infatti la comunità giamaicana e sono influenzati dalla musica reggae e ska, operando spesso un formidabile cross-over tra generi.
Il 18 marzo 1977 a Brazzaville (Repubblica del Congo) viene assassinato in un attentato Marien Ngouabi, presidente della Repubblica popolare del Congo. Il potere è assunto da un comitato militare che il 3 aprile nomina presidente della Repubblica il colonnello Joachim Yhombi Opango. Dell’assassinio di Ngouabi sarà accusato l’ex presidente Alphonse Massemba-Débat, che sarà giustiziato con altre sei persone. Ngouabi nasce il 31 dicembre 1938 a Ombélé (Congo Brazzaville) e viene nominato alla presidenza nel 1969 e imprime alla sua politica un’impronta socialista, costituendo un nuovo partito, il Partito congolese del lavoro e creando organizzazioni di massa sul modello sovietico e cinese. Nel 1970 cambia il nome del paese in Repubblica popolare del Congo.
Il 18 marzo 1967 la petroliera ” Torrey Canyon”, battente bandiera liberiana e la prima al mondo a portare 120.000 tonnellate di petrolio, si areana sulle coste della Cornovaglia (Inghilterra) nel canale della Manica: tutto il carico di grezzo si riversa su 180 Km di coste inglesi e francesi. Il disastro ecologico è immenso: distrutti 35.000 tonnellate di pesci, crostacei, conchiglie, oltre a 100.000 tonnellate di alghe. Ulteriori danni ecologici, forse peggiori di quelli causati dal petrolio stesso, sono provocati dalla Raf che bombarda la nave per incendiare il petrolio e dalla Marina Britannica che versa in mare circa 10.000 tonnellate di solventi per emulsionare e disperdere il petrolio, che risultano altamente tossici per l’ecosistema. Al momento del naufragio la Torrey Canyon è di proprietà della Barracuda Tanker Corporation, una sussidiaria della Union Oil Company of California, e registrata in Liberia ma noleggiata alla British Petroleum.
Il 18 marzo 1947 nasce a San Brizio, frazione di Spoleto (Perugia) il giornalista Walter Tobagi che a otto anni si trasferisce a Bresso (Milano) per il lavoro del padre, ferroviere. Comincia a occuparsi di giornali al ginnasio come redattore della storica “Zanzara”, il giornale del liceo Parini, di cui diventa presto il capo redattore. Entra giovanissimo all’ “Avanti!” dove rimane pochi mesi; passa al quotidiano cattolico “Avvenire” dove comincia ad occuparsi di temi politici e sindacali facendo esperienza sulle vicende del terrorismo di destra e di sinistra. Scava, con note e interviste, nei congressi provinciali dei partiti e si diverte a scrivere profili di Sandro Pertini e Pietro Nenni. Segue le cronache legate alle bombe di piazza Fontana, alle “piste nere” che vedono coinvolti Valpreda, l’anarchico Pinelli, il provocatore Merlino oltre ai fascisti Freda e Ventura. Un praticantato lungo che lo porta al “Corriere d’Informazione” e, in seguito, al “Corriere della Sera” come cronista politico e sindacale. Tobagi si interessa a lungo anche di un’altra vicenda misteriosa: la morte di Giangiacomo Feltrinelli il 14 marzo 1972 su un traliccio a Segrate (Milano) per l’esplosione di una bomba maldestramente preparata dallo stesso editore guerrigliero, e poi della morte del Commissario Calabresi il 17 maggio 1972. Tobagi Tuttavia, l’impegno maggiore Tobagi lo dedica alle vicende del terrorismo, interessandosi alle prime iniziative militari delle Br, ai «covi» terroristici scoperti a Milano, al rapporto del questore Allitto Bonanno, alla guerriglia urbana che provocava tumulti (e morti) per le strade di Milano, organizzata dai gruppuscoli estremisti di Lotta Continua, Potere Operaio, Avanguardia operaia. E nello stesso tempo si impegna nel sindacato dei giornalisti e scrive libri Tobagi viene ucciso a Milano in via Salaino, alle ore 11 del 28 maggio 1980, con cinque colpi di pistola esplosi da un “commando” di terroristi di sinistra facenti capo alla Brigata XXVIII marzo (Marco Barbone, Paolo Morandini, Mario Marano, Francesco Giordano, Daniele Laus e Manfredi De Stefano), buona parte dei quali figli di famiglie della borghesia milanese. Due membri del commando in particolare appartengono all’ambiente giornalistico: sono Marco Barbone, figlio di Donato Barbone, dirigente editoriale della casa editrice Sansoni (di proprietà del gruppo RCS), e Paolo Morandini, figlio del critico cinematografico del quotidiano Il Giorno Morando Morandini. A sparare sono Mario Marano e Marco Barbone.
Il 18 marzo 1937 a Guadalajara (Spagna) I reparti dei “volontari” italiani, in realtà vere e proprie milizie fasciste, impegnati al fianco del generale Franco, che l’8 marzo avevano sferrato un’offensiva su Madrid (Spagna), sono sbaragliati dai repubblicani. In particolare, si distingue nei combattimenti il Battaglione Garibaldi, composto da fuoriusciti italiani. La notizia della sconfitta delle forze fasciste giungerà anche in Italia nonostante gli sforzi della macchina propagandistica del regime per tenerla celata. Il 17 giugno 1937 “Il Popolo d’Italia” sarà costretto a parlare della battaglia, anche se ne stravolgerà l’esito, parlando di Guadalajara come di una grande prova del fascismo.
Il 18 marzo 1837 nasce a Caldwell (New Jersey,Usa) il politico Grover Cleveland: democratico, governatore di New York (1883), nel 1884, in una campagna elettorale dominata dal tema della lotta alla corruzione, per la sua fama di onestà è eletto presidente grazie all’appoggio dei repubblicani indipendenti. Sconfitto nel 1888 (la sua politica di riduzione delle tariffe doganali suscita scontento), è rieletto nel 1892. Cleveland muore il 24 giugno 1908 a Princeton (New Jersey, Usa).