Il 3 marzo 1992 muore a Milano per un tumore Lella Lombardi, unica donna pilota degli anni ’70. Maria Grazia “Lella” Lombardi nasce il 26 marzo 1943 a Frugarolo (Alessandria) ed è la seconda donna a guidare una monoposto di Formula 1, l’unica però a giungere in zona punti nonché quella che disputa più Gran Premi (12 contro i 4 di Maria Teresa de Filippis, che la precede negli anni Cinquanta). La Lombardi debutta in Formula 1 il 20 luglio 1974 al Gran Premio di Gran Bretagna sul circuito di Brands Hatch. Nel 1988 la Lombardi decide, per motivi di salute, di lasciare l’attività di pilota per fondare un proprio team: nasce il “Lella Lombardi Autosport” (per il quale sceglie il simbolo del Colibrì).
Il 3 marzo 1982 muore a Roma l’attrice teatrale Sarah Ferrati, conosciuta al grande pubblico per la sublime interpretazione, nel 1972 al fianco di Rina Morelli, nello sceneggiato televisivo “Le sorelle Materassi”. La Ferrati nasce il 9 dicembre 1909 a Firenze, diplomata all’Accademia dei Fidenti di Firenze, debutta nel 1928 come attrice nella compagnia di Luigi Carini. Con Luchino Visconti è la strepitosa protagonista di “Medea” di Euripide e un’insuperata Masha in “Tre sorelle” di Cechov. Dal 1953 è prima attrice al Piccolo Teatro con alcune interpretazioni memorabili. “Il giardino dei ciliegi” (1954), “La folle di Chaillot” (1953), “La moglie ideale” (1954), “La casa di Bernarda Alba” (1955), “La visita della vecchia signora” di Dürrenmatt (1959).
Il 3 marzo 1962 nasce a East Saint Louis (Illinois, Usa) la eptatleta Jacqueline “Jackie” Joyner-Kersee che ottiene risultati eccellenti anche nel salto in lungo. La Joyner vince due ori olimpici (eptatlon e salto in lungo) nel 1988 a Seoul (Corea) e uno (eptatlon) nel 1992 a Barcellona (Spagna) dove ottiene il bronzo nel lungo. La Joyner partecipa anche alle Olimpiadi 1984 di Los Angeles (California, Usa) conquistando l’argento nell’eptatlon e nel 1996 ad Atlanta (Georgia, Usa) dove è bronzo nel lungo. Ai mondiali la Joyner vince due ori nel lungo e due nell’eptatlon e vince l’oro nel lungo anche ai giochi panamericani.
Il 3 marzo 1942 nasce a Kirkdale di Liverpool (Inghilterra) il cantante e chitarrista Michael John Prendergast co-fondatore con lo pseudonimo di Mike Pender del gruppo Merseybeat (dal nome del fiume Mersey che attraversa Liverpool) “The Searchers”, ispirato nel 1957 dall’omonimo film western (in italiano “Sentieri selvaggi) con John Wayne. Pender rsta con i The Searchers fino al 1985 per proseguire la carriera da solista poi entra nella rock band The Corporation AKA “I Wrinklies Traveling” e successivamente crea “gruppo “Mike Pender di Searchers” che nel 1994 diventano il primo gruppo Anni Sessanta invitato a suonare a bordo della Quenn Elizabeth 2 in occasione del 25° anniversario del varo della nave principale della Cunard Line.
Il 3 marzo 1942 muore di malaria a Nairobi (Kenya) Amedeo di Savoia, terzo duca d’Aosta nella casa di cura dove era stato ricoverato dopo essere stato trasferito in un campo di prigionia inglese. I suoi compagni di prigionia lo seppelliscono a Nyeri (Kenya) dove ancora oggi i suoi resti riposano nella chiesa ossario. Amedeo di Savoia, terzo Duca d’Aosta, nasce il 21 ottobre 1898 a Torino e nel 1922 è in Congo, dove sotto falso nome lavora come operaio in un saponificio. Rientra a Palermo e si laurea in giurisprudenza. Nel 1925 parte per la Libia, dove al comando di reparti meharisti partecipa alla riconquista della colonia. Le sue prime esperienze aeronautiche sono successive all’incontro con Arturo Ferrarin che gli fa da istruttore e maestro: il 24 luglio 1926 il giovane Aosta ottiene il brevetto di pilota militare. In seguito alla morte del padre, nel 1931 assume il titolo di Duca d’Aosta. Nel 1936, generale di divisione, comanda la 1° Divisione Aerea “Aquila”. Dal dicembre 1937 è Viceré d’Etiopia e si pone come primo obiettivo la pacificazione del territorio con un grande impulso all’agricoltura e opere pubbliche (scuole, ospedali, acquedotti, strade). Contrario all’entrata in guerra, ottiene comunque vittorie conquistando Cassala, nel Sudan, e la Somaliland. Agli inizi del 1941, dopo il contrattacco degli inglesi, le linee italiane cedono dopo una strenua resistenza a Cheren; il 3 aprile Amedeo lascia la capitale Addis Abeba e si ritira sull’Amba Alagi per cominciare l’ultima resistenza. Il contingente italiano resisterà fino alla metà di maggio, quando Roma ordinerà la resa. Gli inglesi riconoscono l’onore delle armi al duca ed ai suoi uomini. Amedeo d’Aosta viene decorato di medaglia d’oro al valor militare.
Il 3 marzo 1932 muore a Bologna per i postumi di un intervento chirurgico Alfieri Maserati, pilota e fondatore dell’omonima casa automobilistica. Maserati nasce il 23 settembre 1887 a Voghera (Pavia) ed inizia a gareggiare giovanissimo guidando modelli della Bianchi, con i quali ottiene buoni piazzamenti. Dopo una parentesi in Argentina, torna a Bologna dove, insieme ai fratelli, costituisce l’industria che porta il suo nome e alla quale viene dato l’emblema del tridente. Esordisce nel 1926 con la prima Maserati (8 cilindri da 1500 cc) ottenendo un grande successo con Bertocchi nella Targa Florio. Con la stessa macchina, l’anno successivo, arriva secondo nella Coppa delle Colline Pistoiesi e nel 1928 e 1929 primo nella Susa-Moncenisio. Inventando il biturbo, Alfieri Maserati anticipa, con felice intuito, le sagome aerodinamiche delle macchine da competizione sportiva, entrando a pieno titolo nella storia dell’automobilismo.
Il 3 marzo 1922 nasce a San Angelo (Texas, Usa) la sceneggiatrice, drammaturgo, regista, produttore televisivo e romanziere Jacqueline Presson che adotta lo pseudonimo di Jay Presson Allen. Nel 1964 collabora alla sceneggiatura di “Marnie” di Alfred Hitchcock: Per il teatro la Allen scrive “Gli anni fulgenti di miss Brodie” che va in scena al Wyndham Theatre di Londra (Inghilterra) nel maggio 1966 e per Broadway “Quaranta carati” che debutta nel dicembre 1968 e porta un Tony Award alla protagonista Julie Harris. Tornando al cinema la Allen cura la sceneggiatura di “In viaggio con la zia”, “Cabaret”, “Funny Lady”. La Allen lavora anche per la televisione e muore l’1 maggio 2006 a New York (New York, Usa).
Il 3 marzo 1922 nasce ad Yurasovo (Russia, Urss) l’archivista del Kgb Vasili Nikitich Mitrokhin che lavora per 36 anni – dal 1948 al 1984 – all’uffico esteri della Lubianka, la sede moscovita del controspionaggio sovietico. Diserta a faviore degli occidentali e nel 1992 – con la caduta del regime sovietico – lascia Mosca portando con sé 25.000 documenti sull’attività di spionaggio del Kgb nei paesi europei negli anni della cosidetta “guerra fredda” e si trasferisce in Inghilterra, dove vive per 14 anni sottofalso nome e protetto dalla polizia. Tra i documenti di Mitrokhin ce ne sono 261 che riguardano l’Italia. Mitroknin muore di broncopolmonite il 23 gennaio 2004
Il 3 marzo 1922 nasce a Budapest (Ungheria) Nandor Hidegkuti, sarà il centravanti e una delle stelle della grande Ungheria degli anni ’50, la nazionale di Puskas e Kocsis chiamata “Aranycsapat” (squadra d’oro) che vince le Olimpiadi a Helsinki, nel 1952 (2-0 alla Jugoslavia in finale). Hidegkuti è ricordato in Ungheria come l’eroe di Wembley: il 25 novembre 1953, infatti, la nazionale magiara viola il mitico stadio londinese imponendosi 6-3 sull’Inghilterra; ad annichilire i “leoni bianchi” una tripletta di Hidegkuti (per lui 68 presenze e 39 gol in nazionale). La grande Ungheria fallisce però il titolo mondiale il 4 luglio 1954 a Berna (Svizzera) perdendo in finale contro la Germania (3-2), dopo essere stata in vantaggio 2-0. Chiusa la carriera da calciatore Hidegkuti comincia a fare l’allenatore, e nel 1960-61 porta la Fiorentina alla conquista della Coppa delle Coppe. Nei due campionati successivi allena il Mantova. Hidegkuti muore il 14 febbraio 2002 a Budapest.
Il 3 marzo 1782 a Vienna (Austria) primo concerto pubblico di Wolfgang Amadeus Mozart che esegue il concerto per pianoforte e orchestra K 175 su cui lo stesso Mozart innesta come finale il Rondò per pianoforte e orchestra K 382. Nello stesso 1782 l’imperatore Giuseppe II commissiona a Mozart un’opera: il compositore sceglie un singspiel, cioè un’opera in tedesco con dialoghi recitati; è così che, su libretto di Gottleb Stephanie, vede la luce “Il ratto del serraglio”.