Il 7 ottobre 2001, dopo il rifiuto del regime integralista dei talebani, accusato di aver favorito la rete di Al Qaeda, di consegnare lo sceicco terrorista Osama Bin Laden, prende il via l’operazione “Libertà duratura”- “Enduring Freedom” come risposta agli attentati dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle del Trade World Center di New York di cui Bin Laden, capo di Al Qaeda, è considerato la mente. Aerei americani e inglesi lanciano attacchi contro le principali città afgane. Obiettivo dell’attacco le difese antiaeree di Kabul, Kandahar, Jalalabad, Kundus ed Herat e la struttura di comando e controllo del regime talebano e le basi di Osama Bin Laden. Dieci anni dopo la guerra del Golfo, una nuova coalizione internazionale lancia un’offensiva militare in una delle regioni più instabili del mondo.
Il 7 ottobre 1981 a Roma il sindaco Luigi Petroselli muore durante una seduta del comitato centrale del Pci. Eletto primo cittadino della capitale nel 1979, dopo le dimissioni di Carlo Tullio Argan, era appena stato rieletto il 17 settembre 1981, raccogliendo 130.000 voti di preferenza. Petroselli nasce l’1 marzo 1932 a Viterbo e il suo nome è legato ad una intensa stagione della storia politica e amministrativa della capitale. Fautore del risanamento delle borgate e dei parchi archeologici, promotore della metropolitana, si occupa dei servizi sociali per gli anziani, per i bambini, per i disabili. Ma soprattutto Petroselli si impegna, insieme ad Antonio Cederna, alla realizzazione del progetto per il ripristino dei Fori e dell’area archeologica centrale.
Il 7 ottobre 1961 chiude al Shubert Theatre di Broadway (New York, Usa) dopo 607 repliche il musical “Bye Bye Birdie” prodotto da Edward Padula, mentre la direzione e le coreografie sono di Gower Champion,e l’orchestrazione è di Robert Ginzler. Il musical è su un testo di Michael Stewart, le canzoni sono di Lee Adams e le musiche di Charles Strouse. La prima avviene il 14 aprile 1960 al Martin Beck Theatre e il musical viene poi trasferito al 54th Street Theatre prima della sede finale.
Il 7 ottobre 1931 nasce a Klerksdorp (Repubbica Sudafricana) l’arcivescovo anglicano ed attivista Desmond Mpilo Tutu, che raggiunge fama mondiale durante gli anni ’80 come oppositore dell’apartheid. Pastore anglicano, nel 1975 è il primo uomo di colore a ricoprire la carica di decano di Johannesburg (Repubblica Sudafricana). Per la sua lotta contro l’aparheid gli è conferito il premio Nobel per la pace nel 1984. Nel 1985 diventa vescovo e l’anno successivo arcivescovo di Città del Capo (Repubblica Sudafricana) e primate della Chiesa anglicana nel Sudafrica, carica che conserva fino al 1996. Viene solitamente accreditato per aver coniato il termine “Rainbow Nation”, una metafora per descrivere il Sudafrica post-apartheid, guidato dell’ANC dal 1994. L’espressione entra nella coscienza nazionale per descrivere la diversità etnica del Sudafrica.
Il 7 ottobre 1911 nasce ad Akron (Ohio, Usa) il trombettista e baritono Vaughn Wilton Monroe. Amante dell’opera ma anche ottimo suonatore di tromba, Monroe inizia ad ottenere fama nel 1941 con “Racing with the Moon” e nel 1945 raggiunge il successo con due dischimolto venduti: “There! I’ve Said It Again ” e soprattutto “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, che diventa un classico natalizio reinciso e riportato in auge da artisti come Dean Martin e Ella Fitzgerald. Monroe, che fa anche l’attore cinematografico e il conduttore televisivo, muore il 21 maggio 1973 a Stuart (Florida, Usa).
Il 7 ottobre 1571 nel golfo di Lepanto, oggi Nafpaktia (Grecia) vicino alle isole Curzolari, tra il golfo di Patrasso e quello di Corinto, si disputa tra le flotte musulmane dell’Impero ottomano e quelle cristiane della Lega Santa – che riunisce le forze navali di Venezia, della Spagna (con Napoli e Sicilia), di Roma, di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Ducato d’Urbino e del Granducato di Toscana, federate sotto le insegne pontificie – l’ultima grande battaglia navale della storia combattuta esclusivamente tra navi a remi. La Lega Santa dispone di circa 30.000 uomini (80.000 contando marinai e rematori) imbarcati su: 210 galere spagnole, veneziane, pontificie, genovesi, sabaude e maltesi; 6 galeazze venete, grosse navi dotate di numerose e potenti artiglierie sconosciute agli avversari; 78 galeoni e brigantini che però non intervengono nella battaglia. I Turchi schierano circa 265 tra galere e galeotte, al comando dell’ammiraglio Mehemet Alì. La battaglia si conclude con la disfatta dei Turchi che perdono 25.000 uomini, 30 galere affondate e 110 catturate ed inoltre sono liberati dal remo 12.000 schiavi cristiani. La Lega Santa ha 8.000 morti, 15.000 feriti e 15 navi distrutte. Tra i comandanti perdono la vita Agostino Barbarigo, colpito da una freccia in un occhio, e l’ammiraglio Mehemet Alì, catturato e decapitato e la cui testa viene issata su una croce per terrorizzare i turchi.
Il 6 ottobre 2001 muore in povertà e nella più completa solitudine a Strausberg (Germania), nella clinica dove era ricoverata da alcuni mesi in seguito ad un ictus, Emilie Pelzl, la vedova di Oskar Schindler. Emilie nasce il 22 ottobre 1904 a Alt Moletein (Cecoslovacchia). Con il marito Oskar Schindler, industriale sposato il 6 marzo 1928, durante la II Guerra mondiale salva la vita a 1200 ebrei. La loro storia è raccontata anche da Steven Spielberg nel celebre film “Schindler’s list”.
Il 6 ottobre 1981 a Il Cairo (Egitto) estremisti islamici uccidono il presidente della Repubblica, Anwar al-Sadat, mentre assiste ad una parata militare per celebrare l’anniversario della guerra del Kippur. E’ questa la risposta dell’organizzazione integralista dei Fratelli musulmani, che nel mese di settembre precedente Sadat colpisce duramente con una campagna d’arresti. Gli succede il vice presidente Hosni Mubarak. Le forze Usa nel Mediterraneo sono poste in stato di allarme. Anwar al-Sadat nasce il 25 dicembre 1918 a Mit Abu al-Kum (Egitto). Ufficiale di carriera, è vicepresidente della repubblica dal 1969. Successore di Nasser alla presidenza nel 1970, nel 1973 assume la carica di capo del governo. La guerra contro Israele del 1973 (guerra del Kippur) rafforza il suo prestigio, e in seguito Sadat sgancia l’Egitto dalla tradizionale politica filosovietica, promuovendo l’avvicinamento agli Usa e all’Arabia Saudita (1976) e avvia il dialogo con Israele, che comporta la rottura con i paesi arabi “del rifiuto”. Per questo è insignito del premio Nobel per la pace insieme con il leader israeliano Beghin nel 1978.
Il 6 ottobre 1961 il Presidente John Fitzgerald Kennedy parlando sulla difesa civile consiglia le famiglie americane a costruire rifugi per proteggersi dal fallout nucleare in caso di uno scontro nucleare con l’ Unione Sovietica . Kennedy assicura anche il pubblico americano che il programma di difesa civile del comincerà presto a fornire tale protezione per ogni americano. Solo un anno dopo, fedele alle paure di Kennedy, il mondo aleggia sull’orlo di una guerra su vasta scala nucleare quando scoppia la crisi sul posizionamento di missili nucleari dell’Urss a Cuba.
Il 6 ottobre 1951, in un’intervista alla Pravda, organo del Pcus, Stalin dichiara che l’Unione sovietica possiede la bomba atomica come deterrente per eventuali proditori attacchi delle potenze occidentali. L’Urss – aggiunge Stalin – è per l’interdizione dell’arma atomica e per la cessazione della produzione di tale arma. L’Unione Sovietica è per l’istituzione di un controllo internazionale, affinché la decisione di vietare l’arma atomica, di cessarne la produzione e di utilizzare le bombe atomiche già prodotte unicamente per scopi civili, sia attuata rigorosamente e coscienziosamente.