{"id":11241,"date":"2017-05-03T15:11:52","date_gmt":"2017-05-03T13:11:52","guid":{"rendered":"http:\/\/datastorica.agenziacalendario.com\/?p=11241"},"modified":"2017-05-02T23:13:40","modified_gmt":"2017-05-02T21:13:40","slug":"20-anni-fa-scacchi-garry-kasparov-inizia-la-partita-contro-il-supercomputer-ibm-deep-blue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/2017\/05\/03\/20-anni-fa-scacchi-garry-kasparov-inizia-la-partita-contro-il-supercomputer-ibm-deep-blue\/","title":{"rendered":"20 anni fa, Scacchi: Garry Kasparov inizia la partita contro il supercomputer IBM &#8220;Deep Blue&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il 3 maggio 1997 al trentacinquesimo piano dell\u2019Equitable Building di New York (New York, Usa) inizio la sfida finale tra il campione mondiale di scacchi, Gary Kasparov e il supercomputer IBM &#8220;Deep Blue&#8221;. Gli spettatori seguono la partita dal seminterrato con l\u2019ausilio di tre maxischermi che riprendono il match. La pressione mediatica per l\u2019evento \u00e8 alle stelle, i giornali titolano a grandi lettere: \u00abThe Brain\u2019s Last Stand\u00bb, l\u2019ultima resistenza del cervello. Nel frattempo Kasparov scopre l\u2019errore strategico del computer ed \u00e8 ben deciso a sfruttarlo: Deep Blue accetta sempre lo scambio di un pezzo pi\u00f9 debole per uno pi\u00f9 forte dell\u2019avversario, senza tenere conto delle posizioni. Trovato il tallone d\u2019Achille della macchina, Kasparov \u00e8 convinto di avere la vittoria in pugno. Si sbaglia. Le cose non vanno come sperato, gi\u00e0 dalla seconda partita Garry deve ricredersi riguardo le sue certezze. Sull\u2019orlo di un esaurimento nervoso, alla conferenza stampa sbraita che qualcuno sta barando, che in realt\u00e0 un giocatore molto esperto, un maestro di scacchi, sta suggerendo le mosse al computer. Il povero Garry crede di essere la vittima di un imbroglio e continua a sostenere la sua tesi per molti anni, finch\u00e9 il trascorrere del tempo non attenu\u00f2 il risentimento provocato da quella sconfitta. Perch\u00e9 s\u00ec, l\u201911 maggio 1997, Garry Kasparov, il campione indiscusso, capitola e la vittoria \u00e8 della macchina, del cervello di silicio: Deep Blue. La dinamica di quelle sei partite viene analizzata ripetutamente, nel tentativo di trovare una spiegazione a ci\u00f2 cui non si trova un senso, che appare come una sconfitta totale, universale, inappellabile dell\u2019intelligenza umana. Il motivo, l\u2019errore fatale \u00e8 insito in Kasparov, nel suo fattore umano. Le condizioni pietose in cui si presenta all\u2019atto finale del match sembrano confermare l\u2019ipotesi: risente della stanchezza, dello stress, della pressione in un modo che il computer non pu\u00f2 concepire. Non si tratta semplicemente di una lotta tra cervelli; non ci sono solo il puro calcolo, la pura intelligenza, in gioco. Alla fine Garry Kasparov, oltre i suoi deliri di onnipotenza, si svela semplicemente per quello che \u00e8: un essere umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 3 maggio 1997 al trentacinquesimo piano dell\u2019Equitable Building di New York (New York, Usa) inizio la sfida finale tra il campione mondiale di scacchi, Gary Kasparov e il supercomputer IBM &#8220;Deep Blue&#8221;. Gli spettatori seguono la partita dal seminterrato con l\u2019ausilio di tre maxischermi che riprendono il match. La pressione mediatica per l\u2019evento \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-11241","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11241"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11241\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11242,"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11241\/revisions\/11242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/datastorica.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}