Muore Lacan, mette l’etica al cuore della pratica e della teoria psicoanalitica

Il 9 settembre 1981 muore a Parigi (Francia) lo psichiatra Jacques Lacan, uno dei maggiori psicoanalisti contemporanei, ha il merito d’aver inserito l’etica al cuore della pratica e della teoria psicoanalitica, e della clinica in generale. Lacan nasce il 13 aprile 1901 a Parigi, studia medicina, specializzandosi successivamente in psichiatria. Contemporaneamente segue i corsi di Kojève sulla Fenomenologia dello spirito di Hegel all’École pratique des hautes études. Nel 1931 entra come interno all’ospedale di Sainte-Anne.: ancora indifferente alle teorie freudiane, si avvicinerà progressivamente a una nozione di follia, intesa come esperienza creatrice, attraverso la mediazione del surrealismo. Nel 1932 discute la sua tesi in psichiatria, “La psicosi paranoica nei suoi rapporti con la personalità”, dove già si accenna a una nozione psicoanalitica di follia. Nominato primario ospedaliero, nel 1934, rinuncia alla carriera ed è ammesso come membro iscritto alla Societé Psychanalitique de Paris. Nel 1936 presenta la sua prima comunicazione al XIV Congresso internazionale di psicanalisi, svoltosi a Marienbad (Repubblica Ceca), su “Lo stadio dello specchio”, che verrà ampliata in un congresso del 1949 con il titolo “Lo stadio dello specchio come formatore della funzione dell’«io»”. Nel 1953 si distacca dalla Societé Psychanalytique, fondando la Societé française de Psychanalyse; dopo varie scissioni, nel 1963 fonderà l’École freudienne de Paris. A partire dal 1953 e fino al 1980 Lacan tiene ogni mercoledì dei «seminari» all’ospedale Sainte-Anne, seguiti dagli allievi e apprezzati dagli intellettuali.. Le opere di Lacan  sono   pubblicate nel 1966 con il titolo “Scritti”.

 

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