L’11 aprile 2007 a Milano attentato incendiario contro un circolo culturale di estrema destra, ancora da inaugurare. Le fiamme danneggiano gravemente danneggiato la struttura in viale Certosa. Il circolo culturale “Cuore Nero” non è l’unica struttura a venire colpita; l’incendio si propaga al tetto e a un edificio adiacente di onoranze funebri.
L’11 aprile 1997 si suicida in un motel di Concord (New Hampshire, Usa) lo scrittore Michael Dorris , vittima di crisi depressive. Michael Anthony Dorris nasce il 30 gennaio 1945 a Louisville (Kentucky, Usa). Studia alla Georgetown University e alla Yale University dove si laurea in antropologia. Si occupa di ricerche etnografiche nel villaggio Athapaskan di Tyonek (Alaska, Usa). Insegna al Dartmouth College dal 1972, dove fonda il Native American Studies Program. Nel 1989 vince il National Book Award con il libro autobiografico “The Broken Cord”, cronaca delle difficoltà del suo bambino adottivo, colpito dalla sindrome alcolica fetale. Tra le altre sue opere: “A Yellow Raft in Blue Water” (1987) e “The Crown of Columbus”(1991), una novella scritta a quattro mani con la moglie, la scrittrice Louise Erdrich.
L’11 aprile 1987 si suicida a Torino Primo Levi, romanziere, saggista e poeta italiano testimone della Shoà: i profondi strascichi psicologici dell’internamento nel campo di sterminio sono probabilmente alla base del tragico gesto. Levi nasce il 31 luglio 1919 a Torino, studia chimica all’Università di Torino dal 1939 al 1941 e successivamente, mentre lavora come ricercatore chimico a Milano, si unisce a un gruppo ebraico della Resistenza, formatosi in seguito all’intervento tedesco nel Nord d’Italia nel 1943. Catturato e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, sopravvive perché impiegato in attività di laboratorio. Riprende il suo lavoro come chimico industriale nel 1946, ma si ritira nel 1974 per dedicarsi interamente alla scrittura. Tra i numerosi libri di Primo Levi sono fondamentali “Se questo è un uomo” (1947), tragico affresco della vita ad Auschwitz; “La tregua” (1963, premio Campiello), che descrive il lungo viaggio verso casa attraverso la Polonia e la Russia dei sopravvissuti ai campi di sterminio; “Il sistema periodico” (1975), una serie di storie, spesso di ispirazione autobiografica, intitolate con il nome degli elementi chimici, intesi come metafore di tipi umani; “Se non ora, quando?” (1982), con cui ritorna sulla tematica della guerra e dell’ebraismo. Da “La tregua” il regista Francesco Rosi ha tratto l’omonimo film nel 1997.
L’11 aprile 1977 muore a Omonville-la-Petite (Francia) per un tumore al polmone destro Jacques Prévert, uno dei poeti francesi più popolari del Novecento e uno dei maggiori sceneggiatori del cinema francese degli anni Trenta e Quaranta. Prévert nasce il 14 febbraio 1900 a Neuilly-sur-Seine (Francia) e si accosta per un certo periodo al movimento surrealista, da cui si allontana nel 1929, imboccando un percorso stilistico e tematico solitario, premiato da un successo di pubblico del tutto insolito. Accogliendo due istanze del surrealismo, ovvero il gusto di esplorare le infinite risorse del linguaggio e lo spirito di ribellione antiborghese e anticlericale, Prévert crea una poesia apparentemente semplice, spontanea e addirittura facile, che esprime sentimenti comuni e universali, quali l’amore, la fraternità, la rabbia, la malinconia, la tenerezza. Tra le raccolte poetiche si ricordano: “Paroles” (1945); “Histoires” (1948); “La pluie et le beau temps” (1955). Alcune sue poesie diventano testi di famose canzoni. Prevert collabora anche come sceneggiatore ai film del fratello Pierre, attraverso il quale ha l’occasione di conoscere registi come Jean Renoir e Marcel Carné. A quest’ultimo lo lega un lungo sodalizio artistico, tra i cui frutti si ricordano i film “Jenny” (1936), “Il porto delle nebbie” (1938), “Alba tragica” (1939) e “Amanti perduti” (1945).
L’11 aprile 1957 a Buenos Aires (Argentina) il poeta cileno Pablo Neruda, il futuro premio Nobel per la letteratura nel 1971, in visita nella capitale argentina viene arrestato dalle forze di polizia del generale Pedro Eugenio Aramburu, che con un colpo di stato il 16 settembre 1955 rovescia il presidente Juan Domingo Peron.
L’11 aprile 1757 muore a Livorno l’imprenditore marchese Carlo Ginori, fondatore nel 1737 della storica manifattura di porcellane e maioliche di Doccia (oggi Sesto Fiorentino). Ginori nasce il 7 gennaio 1702 a Firenze, è uno dei più intelligenti e attivi esponenti della generazione coinvolta nel passaggio del Granducato di Toscana dal governo mediceo a quello lorenese. Imprenditore illuminato, appassionato cultore di discipline scientifiche, amante delle arti e delle antichità è anche politico di spicco nel governo del Granducato.
L’11 aprile 1737 a Napoli viene inaugurato il Teatro San Carlo con l’esecuzione dell’opera “Achille in Sciro” di Domenico Sarro su libretto di Metastasio. Il nuovo Teatro, costruito accanto al Palazzo Reale, è voluto da Carlo II di Borbone che affida il progetto e la realizzazione a Giovanni Antonio Medrano.
Il 7 aprile 2007 muore a Nucks County )Pennsylvania, Usa) l’attore Barry Nelson, primo interprete del ruolo di James Bond, l’agente segreto creato da Ian Fleming, nel 1954, con una riduzione televisiva di “Casino Royale”. Nelson nasce il 16 aprile 1917 a San Francisco (California, Usa) e negli anni Quaranta è uno degli attori più presenti sul grande schermo, in film come “Occhi nella notte”, “Vittoria alata”, “La morte è discesa su Hiroshima”, “La vittoria del dottor Kildare”. Negli anni Cinquanta passa a Broadway. Nel 1978 ottiene una nomination al Tony Award, l’Oscar del teatro, per “The Act”, con Liza Minnelli.
Il 7 aprile 2007 a Nineveh (New York, Usa) muore il disegnatore Johnny Hart, raggiunge il successo nel 1958, pubblicando sull’Herald Tribune il fumetto B. C. che, assieme ai Peanuts e a Pogo, rivoluziona i comics americani. Hart nasce il 18 febbraio 1931 a Endicott (New York, Usa) e inizia l’attività nel 1951, durante la guerra di Corea, collaborando a “Stars and Stripes”. Dal 1964 scrive i testi per Wizard of Id, disegnato da Brant Parker.
Il 7 aprile 1947 nella Città del Vaticano Papa Pio XII pone la propria firma sotto il Motu Proprio “Apostolico Hispaniarum Nuntio”, che ristabilisce in Spagna il Tribunale della Rota della Nunziatura Apostolica. Tale documento consente al Nunzio Apostolico di tornare a godere di antichi privilegi soppressi durante il periodo repubblicano. Fin dal XVI secolo, infatti, i Nunzi spagnoli acquisiscono speciali diritti nel campo giudiziario, potendo esercitare una facoltà giudicante nelle cause ecclesiastiche che sorgono all’interno dei territori soggetti alla Corona. Le ragioni di questa autonomia in materia processuale ecclesiastica vanno ricercate alcune volte nel puro cattolicesimo della Spagna, altre nella sua peculiare situazione geografica, appartata rispetto al centro della cristianità, altre invece politiche. L’origine di questo Tribunale si trova nel desiderio dei vescovi spagnoli di evitare le spese eccessive, nonché la lunghezza delle cause, che derivano dall’inoltrare l’appello a Roma: i vescovi spagnoli, pertanto, chiedono un giudice permanente, nominato dal Papa e residente nella Corte.