Il 13 aprile 2005 a Roma il CdA di Eni delibera la vendita ad Api (Anonima Petroli Italiana) della partecipazione del 90% nella Ip (Italiana Petroli S.p.A.), con clausola di cessione del residuo 10% da esercitarsi nel secondo semestre del 2010. Il valore della transazione è di 186 milioni di euro per il 100% delle azioni, 167 milioni di euro per il 90%, il resto al passaggio del residuo 10%. Ip detiene una quota di mercato del 7% circa nella commercializzazione dei carburanti sulla rete.
Il 7 aprile 2005 via libera degli azionisti di Telecom Italia, con il 99,99% di sì, alla fusione con Tim. Il via libera, sul quale nessuno dubitava, arriva nell'ultima puntata del lungo iter assembleare che chiude il grande disegno di riorganizzazione del gruppo. Dopo l'Opa di gennaio, che porta Telecom Italia a crescere dal 56% a oltre l'85% in Tim, dopo lo scorporo (in marzo) in Tim Italia spa del comparto telefonia mobile sul mercato domestico, il sì dei soci alla fusione. Nei giorni precedenti, in diverse assemblee, si sono esprimessi gli azionisti Tim, i soci di risparmio Tim e quelli di Telecom. Dopo il passaggio tecnico delle azioni agli ormai ex soci Tim (che per ogni loro azione riceveranno 1,73 titoli Telecom ordinari e per ogni loro risparmio 2,36 risparmio Telecom) a giugno nascerà la nuova Telecom Italia, fisso e mobile sotto un'unica società.
Il 21 aprile 2005 con 190 voti a favore su 193 Matteo Colaninno viene eletto presidente dei giovani industriali. A nominarlo il Consiglio nazionale del movimento degli under 40 che ha sancito l'elezione pressochè all'unanimita': 190 i sì, 2 voti contrari e una scheda bianca su 193 presenti e 221 aventi diritto. Colaninno guiderà i giovani industriali per i prossimi tre anni
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